MBT ARIETE - pag. 3

 

I CAVI DI TRAINO

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TORRETTA ED ARMAMENTO PRINCIPALE

La torretta è costruita con le medesime tecniche dello scafo ma le corazzature qui raggiungo il loro massimo spessore essendo questa parte la più esposta al tiro nemico. Come negli altri carri occidentali le piastre frontali e laterali sono dotate di vari pacchetti a sandwich costituiti da strati d'acciaio di varie durezze e materiali compositi aventi lo scopo di aumentare la resistenza della corazzatura a parità di spessore. Sul cielo della torretta è presente una corazzatura addizionale ricoperta in materiale plastico antisdrucciolo la cui funzione è quella di proteggere il personale dalla minaccia rappresentata dai missili anticarro con profilo d'attacco dall'alto (tipo TOW 2) dotati di testata bellica ad energia chimica e, pur con meno efficacia, dai proiettili EFP (Explosively Formed Penetrator, un tempo noti come proiettili autoforgianti) ad energia cinetica. L'interno della torretta è in parte rivestito da pannelli in kevlar aventi lo scopo di ridurre la possibilità di proiezione di schegge all'interno del vano di combattimento.
Al suo interno prendono posto tre dei quattro membri dell'equipaggio: cannoniere, capocarro e servente/radiofonista. Il primo siede in basso a destra subito accanto al cannone, il secondo dietro a lui ed in posizione leggermente rialzata, il terzo è posto sul lato sinistro e normalmente opera stando in piedi, posizione questa che gli permette di prelevare più agilmente i proiettili dalle loro rastrelliere ed inserirli nelle camera di scoppio del cannone. L'accesso dell'equipaggio avviene da due portelli superiori dotati di iposcopi per la visone esterna (sette per il capocarro e tre per il servente).
La parte frontale richiama nel suo disegno quello del carro inglese Challenger ed è caratterizzata dall'apertura per il telescopio ausiliare del cannoniere prodotto dall'Aeritalia e coassiale al cannone. Quest'apertura è normalmente chiusa da un piccolo portello apribile dall'interno avente funzioni di protezioni contro le schegge e la polvere. Sulla torretta, così come su parte dello scafo, sono presenti gli agganci delle corazzature addizionali che verranno adottate nel prossimo futuro.

Il carro ARIETE è dotato di un cannone ad anima liscia da 120 mm realizzato dalla OTO Melara di La Spezia avente la medesime caratteristiche balistiche del cannone Rheinmentall montato sul LEOPARD 2 e sull'M1A1/A2 Abrams. La canna è dotata di camicia termica antidistorsione e di estrattore del fumo. Il carro è stato inizialmente dotato di munizionamento simile a quello degli omologhi stranieri con bossolo semicombustibile (dopo lo sparo resta solo il fondello in acciaio), realizzato in Italia su licenza dalla SNIA-BPD su licenza della tedesca Rehinmetall Gmbh. In funzione controcarro era previsto l'impiego del modello KE (DM-33) ovvero un APFSDS-T (Armor Piercing Fins Stabilized Discarding Sabot Tracer, proiettile perforante ad energia cinetica autodecalibrante ad abbandono d'involucro stabilizzato con alette - tracciante) pesante 23 Kg., lungo 88,9 cm, avente una velocità all'uscita della bocca da fuoco di 1.650 m/sec. e dotato di un perforatore in alluminio con rapporto lunghezza/diametro pari a 12/1. Per altri compiti era disponibile una granata multiruolo ad energia chimica HEAT-T-MP (High Explosive Anti Tank - Tracer - Multiple Purpose, proiettile ad alto esplosivo anticarro, tracciante, multiuso) siglata MZ (DM-12) lunga 98,1 cm, pesante 24,5 Kg, avente una velocità all'uscita della bocca da fuoco di 1.140 m/sec ed in grado di combinare gli effetti di una carica cava a quelli di un proiettile ad alto esplosivo.
Nel 2001 si è appresa la decisione della Forza Armata di procedere alle seguenti variazioni del munizionamento:
- acquisizione di 2.500 colpi APFSDS-T CL3143 nonché di 3.000 colpi da 120 mm HEAT-T-MP CL3105, entrambi prodotti della Israeli Military Industries,
- acquisizione di 2000 colpi APFSDS-T DM38 prodotti dalla tedesca Rehinmetall Gmbh,
- conversione di 5.000 colpi da 120 mm di tipo DM33 in colpi da addestramento.
Sono seguiti nel 2002 analoghi contratti per la sostituzione progressiva di tutto il munizionamento disponibile con quello più moderno.
La riserva di colpi stivabile a bordo è di 42 proiettili.
La canna è dotata di camicia termica antidistorsione e di estrattore del fumo. Come sui più moderni veicoli corazzati, sulla volata è installato il sistema MRS (Muzzle Reference System) utilizzato per la verifica continua del parallelismo tra la linea di mira e l'asse del cannone.

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L'alzo del cannone dell'Ariete va da -9° a +20°

 

LE OTTICHE DI PUNTAMENTO E SORVEGLIANZA DEL CAMPO DI BATTAGLIA

Con l'ARIETE l'Esercito Italiano voleva finalmente dotarsi di un carro capace di combattere realmente sia in posizione statica che in movimento con qualsiasi condizione di visibilità, di giorno e di notte. Per questo motivo il mezzo è stato fin dall'inizio dotato di un sistema di condotta del tiro assai sofisticato e degno di rivaleggiare con quelli degli altri carri occidentali. Il concetto di base di questi nuovi sistemi è il capocarro ed il cannoniere devono essere in grado di eseguire compiti diversi nello stesso momento. In particolare il capocarro deve poter proseguire il suo compito di sorveglianza del campo di battaglia e di scoperta delle possibili minacce mentre il cannoniere si occupa unicamente della manovra di fuoco. Ciò comporta che i rispettivi sistemi ottici devono essere separati ed indipendenti nel movimento.
Il carro è stato dotato del sistema Galileo TURMS OG-I4 L3 che si avvale principalmente dei seguenti sottosistemi:

- periscopio panoramico binoculare del capocarro modello SFIM SP-T-694 stabilizzato su due assi ed rotante in modo da essere indipendente dalla posizione della torretta, dotato di camera termica e con capacità di visione passiva notte/giorno. Il sistema di condotta del tiro e di sorveglianza del campo di battaglia, oltre a garantire l'espletamento delle operazioni di sorveglianza da parte del capocarro indipendentemente dalle operazioni eseguite dal cannoniere, gli dà la possibilità di portare la linea di mira del carro sul bersaglio appena scoperto ed infine gli fornisce la possibilità di assumere direttamente la direzione del tiro escludendo dall'operazione il cannoniere. Gli ultimi 55 carri consegnati sono dotati di una camera termica Galileo di seconda generazione che migliora del 40% le prestazioni rispetto la precedente e della predisposizione, da estendersi a tutti i carri realizzati, per il sistema SICCONA (SIstema di Comando, COntrollo e Navigazione). Esso costituisce l'elemento periferico del sistema SIACCON (SIstema Automatizzato di Comando e COntrollo), a sua volta facente parte del sistema italiano C3I (Comando, Controllo, Comunicazione, Intelligence) per il controllo digitale del campo di battaglia unitamente al CATRIN (sistema CAmpale di TRasmissioni ed INformazioni).
- periscopio stabilizzato di puntamento del cannoniere comprendente una camera termica con ripetizione dell'immagine sul visore del capocarro (congiuntamente ai dati balistici) e l'emettitore/ricevitore del telemetro laser.
- periscopio stabilizzato di puntamento del cannoniere comprendente una camera termica con ripetizione dell'immagine sul visore del capocarro (congiuntamente ai dati balistici) e l'emettitore/ricevitore del telemetro laser.
- computer digitale di tiro Marconi COSMO MP501 in grado di gestire tutti i dati ricevuti dai sensori e dai comandi del cannoniere o del capocarro. Il computer è inoltre in grado di riconfigurarsi automaticamente in caso di avaria di qualche apparato secondario.
- sensori meteorologici e balistici per la determinazione degli scarti sulla linea immaginaria di tiro dovuti alle condizioni meteo e per la determinazione del tipo di proiettile inserito in camera di scoppio.
- dispositivo giroscopico per la verifica della verticalità del carro.
- MRS (Muzzle Reference System) per la verifica iniziale del parallelismo tra asse del cannone e linea di mira. Il principio di funzionamento del dispositivo è basato sull'invio di un'immagine allo specchio montato sulla volata del cannone e sul successivo confronto tra l'immagine originaria e quella riflessa. Agendo su opportuni comandi il cannoniere è in grado di variare la posizione relativa tra l'asse del cannone e quello della linea di mira fino ad ottenere la sovrapposizione delle immagini. Il verificarsi di tale condizione comporta l'avvenuto allineamento tra i due assi.
- cannocchiale ausiliare con asse parallelo alla bocca da fuoco da utilizzarsi in caso di totale avaria del sistema di tiro principale.
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I LANCIAGRANATE

Sulla torretta sono montati otto lanciagranate GALIX da 80 mm prodotti dalla francese Giat-Lecroix. Questi sono stati preferiti ai lanciagranate Wegmann-Krauss Maffei da 76 mm, installati su tutti i veicoli corazzati italiani fin dagli anni '60, per la loro capacità di impiegare una vasta gamma di granate Sono infatti disponibili i seguenti artifizi:

 

Modello

Caratteristiche d'impiego

ECL illuminante con capacità di rischiarare a giorno un'area di circa 300 metri alla distanza di un chilometro
FUM nebbiogena dotata di tre submunizioni ciascuna delle quali capace di produrre una cortina fumogena a 60 metri dal carro per un minuto
FUM-B come sopra ma generante una cortina efficace sia nell'infrarosso che nel visibile per un tempo di circa 30 secondi. Dopo circa 0,3 secondi dal lancio avviene la prima esplosione a mezz’aria dell'artifizio con l'attivazione dello schermo anti IRT costituito da una finissima polvere metallica. A 0,5 secondi dal lancio avviene la seconda esplosione con produzione di una intensa cortina nebbiogena.
LACRY lacrimogena per impieghi antisommossa
AP-DR antiuomo con due submunizioni caricate a pallettoni
AP-TCP antipersonale con carica assordante ed accecante (Flash-Bang) oltre a due bombe a frammentazione
LEUR ad inganno per missili filoguidati a guida infrarossa.

Di esse l'Esercito Italiano impiega unicamente il modello FUM-B.

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I LATI DELLA TORRETTA
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I due lati della torretta con gli attrezzi montati sui loro supporti. Uno dei difetti del Leopard era quello di avere tutto l'equipaggiamento montato lateralmente allo scafo in posizione eccessivamente esposta ai danneggiamenti. Per evitare ciò e di doverli posizionare sul cofano motore od all'interno del carro, si è deciso di installarli sui lati della torretta. Sul lato sinistro è presente una porta corazzata per far passare i proiettili, anch'essa è dotata degli attacchi per le corazzature addizionali.

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Date le sue dimensioni, nei carri moderni è impensabile poter sollevare il cofano motore a mano. Per questo motivo alcuni carri, come ad esempio il Leopard 2, sono dotati di un argano che facilita la manovra di sollevamento ed apertura. Mentre nel Leopard 2 quest'argano è stivato sul cofano stesso, sull'Ariete si è preferito posizionarlo dietro il cesto portaoggetti della torretta.

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Come in quasi tutti i carri armati, per facilitare la guida a portelli aperti e con la torretta ad ore 6, è prevista sotto la torretta una nicchia per evitare che la testa del pilota urti contro la corazza.

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Sui carri appartenenti al 132° Reggimento Carri di Cordenòns, il colore di compagnia è dipinto su di una placca metallica fissata sul lato destro della torretta. Stranamente essa non è presente su quello sinistro. Su alcuni carri di questo reggimento è inoltre presente il simbolo della brigata sotto forma di una decalcomania applicata sulla zona anteriore della torretta.

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IMPIANTO NBC

L'impianto per la protezione NBC (Nucleare, Batteriologica, Chimica) è situato all'interno della torretta ed è in grado di garantire la completa protezione all'equipaggio tramite un dispositivo a sovrapressione dotato di un prefiltro a ciclone per l'eliminazione delle impurità maggiori e di un filtro principale ai carboni attivi. Ciò significa che l'aria depurata introdotta nella camera di combattimento aumenta la pressione interna rispetto a quella interna impedendo l'ingresso di aria contaminata dall'esterno.
In caso di perdita della ermeticità del carro per avaria o danneggiamento la protezione NBC viene a mancare totalmente. Per questo motivo è presente un sistema di protezione individuale d'emergenza che consente la sopravvivenza dell'equipaggio anche qualora si rendesse necessario abbandonare il carro.

 

IMPIANTO DI SOPPRESSIONE INCENDI ED ESPLOSIONE

Il carro ARIETE è dotato di un sistema di soppressione degli incendi a gas halon con azionamento automatico tramite vari sensori posti sia nel vano motore che nella camera di combattimento. L'impianto è a sua volta diviso in due sottoimpianti indipendenti, ognuno dei quali ha il compito di estinguere eventuali incendi che si sviluppassero nelle due citate zone del carro. I due sottoimpianti hanno in comune la centralina di comando posta nella camera di combattimento e la maniglia a strappo esterna da azionarsi in caso d'emergenza.
L'impianto è alimentato direttamente dalle batterie di bordo e quindi è sempre attivo.

L'impianto si compone di due sistemi indipendenti:

  1. vano motore dotato di:

  • un sensore ottico per il rilevamento incendio nello scafo

  • due sensori ottici per il rilevamento incendio nel gruppo motore

  • tre cavi termosensibili

  • due estintori (posizionati nel vano equipaggio)

  1. vano equipaggio dotato di:

  • tre sensori ottici per il rilevamento di incendo ed esplosione

  • tre estintori (uno nel vano equipaggio e due in torre)

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I sensori sono posizionati in modo da coprire insieme agli estintori le zone dove sono collocate le riservette munizioni.

La centralina di comando e di controllo situato alla sinistra del posto di pilotaggio è costituita da:

  • luce spia 1^ scarica vano equipaggio

  • luce spia 1^ scarica vano motore

  • luce spia 2^ scarica vano equipaggio

  • luce spia allarme antincendio e 2^ scarica vano motore

  • interruttore 2^ scarica manuale vano equipaggio

  • interruttore 2^ scarica manuale vano motore

  • luce spia presenza alimentazione

  • pulsante prova lampade

  • pulsante RESET

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Incendio od esplosione nel vano equipaggio: funzionamento del sistema antincendio

In caso di incendio o innesco esplosione nel vano equipaggio, l'impianto istantaneamente comanda la scarica automatica di due bombole; contemporaneamente accenderà la luce spia che segnala il primo intervento dell'impianto con la scarica delle relative bombole.
L’intervento viene inoltre segnalato dall’accensione del led rosso sulla cassetta distributrice di toni che provvede a diffondere attraverso l’impianto interfonico un segnale acustico d'emergenza.
Dopo circa due secondi si attiva automaticamente l'impianto NBC per provvedere alla ventilazione del vano equipaggio.
Nel caso di mancato spegnimento dell'incendio, di nuovo incendio o d'innesco esplosione, l'impianto comanda la scarica automatica della terza bombola.
Contemporaneamente si accenderà la luce spia che segnala il secondo intervento dell'impianto con la scarica della relativa bombola.

 

IL CIELO DELLA TORRETTA
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Due viste del cielo della torretta dalle quali si può apprezzare la posizione delle varie componenti del veicolo. Si noti nell'area occupata dall'equipaggio la presenza della corazzatura addizionale ricoperta in materiale plastico antisdrucciolo ed installata per meglio proteggere il personale dalla minaccia rappresentata dai missili con profilo d'attacco dall'alto (tipo TOW 2) e dai proiettili EFP (Explosively Formed Penetrator un tempo noti come proiettili autoforgianti). I portelli subito dietro i vari sensori permettono l'accesso ad alcuni dei componenti elettronici del sistema di conduzione del tiro ed al motore idraulico che comanda la rotazione della torretta. La parte posteriore è destinata, come sul Leopard 2, ad essere utilizzata come portaoggetti. Si noti a destra la scatola di alloggiamento dello scambiatore di calore della centralina idraulica.

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