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I due gruppi fanaleria dell'M47. Sul parafango
destro era montato il clacson. I due gruppi raffigurati sono identici a quelli
dell'M46A1, ad ulteriore conferma che le foto del manuale furono fatte ai primissimi
esemplari prodotte. Queste forse furono addirittura scattare all'unico esemplare di
preserie costruito (M46E1) ed ottenuto direttamente dalla modifica di un M46A1. |

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La rizza di fissaggio del cannone
era montata al centro del cofano motore. Il dispositivo di bloccaggio della parte
superiore mobile era a vite. |

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Come tutti i carri anche l'M47 era
dotato sul fondo dello scafo di una miriade di fori per le ispezioni od il drenaggio dei
liquidi. Si notino anteriormente i due portelli circolari per l'uscita d'emergenza del
pilota e del mitragliere (indicati con la lettera L). |

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Per evitare danneggiamenti al
supporto il gancio di traino, quando non in uso, veniva smontato e fissato alla paratia
posteriore dello scafo. Si notino i tre portelli circolari per l'ispezione della
trasmissione. |

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Analogamente all'M46, per
dialogare con l'esterno, era a disposizione il sistema interfonico AN/VIA-1 costituito da
un'unità esterna contenuta in una scatola blindata ed accessibile da parte della fanteria
ed una parte interna a disposizione del capocarro. La chiamata dall'esterno avveniva
azionando un pulsante posto sul microtelefono che comandava una luce posta a lato del
servente al pezzo, analogamente il capocarro poteva richiamare l'attenzione della fanteria
facendo lampeggiare una luce posta al di sotto del portello dell'unità. Sotto il
microtelefono era posto il dispositivo interfonico C-665/VIA-1 che consentiva tramite un
apposito cablaggio di collegare telefonicamente tra loro più carri. Il modello
dell'Italeri consente di riprodurre questo particolare in posizione aperta fornendo come
pezzo separato anche il microtelefono. |

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La torretta dell'M47
era derivata da quella del carro sperimentale T42. Per l'M47 era stata studiata
un'apposita cupola per il capocarro. Si noti che in questo caso lo scudo del cannone è
protetto da un telo contro gli agenti atmosferici. Anche qui manca il telemetro
trasversale T41E3 (M12), inoltre i corrimani laterali per la fanteria sono completamente
diversi da quelli effettivamente installati sui veicoli di serie. Nella parte posteriore
della torretta si nota il fungo del grande ventilatore e, subito dietro, il caratteristico
vano portaoggetti.
Il telemetro stereoscopico autocollimatore M12 era il dispositivo principale di puntamento
del carro e veniva utilizzato sia come telemetro che come collimatore vero e proprio del
bersaglio. Il campo di misurazione delle distanze variava da 457 a 4.570 metri ed avveniva
mediante la comparsa nel campo visivo dello strumenti di un segnale costituito da 5 linee
verticali disposte a V. Agendo su di un pedale o direttamente sul bottone delle distanze,
era possibile far coincidere il vertice della V con il bersaglio. A questo punto si poteva
leggere su di un'apposita scala, visibile all'interno dell'oculare, la distanza. Lo
strumento era inoltre definito autocollimatore perché il cannone, collegato da
un'apposita trasmissione meccanica al congegno automatico di elevazione, assumeva
automaticamente l'alzo relativo alla distanza misurata dal telemetro od impostata dal
cannoniere. Era previsto che un cannoniere perfettamente addestrato potesse eseguire tutte
le operazioni di puntamento in 5 secondi con un errore medio di meno di 50 cm ad una
distanza di 1.370 metri. |

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Due particolari della cupola del
capocarro e del portello del servente al pezzo. Tra i due si nota il supporto per la
mitragliatrice Browing da 12,7 mm. |

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Nel corso della produzione vennero installati
tre tipi di freni di bocca. Il primo, identico a quello del cannone dell'M26A1 ed M46,
venne ben presto sostituito da uno a forma cilindrica ed infine da uno a T. In ogni caso
il più comune fu quello cilindrico. Il modello dell'Italeri fornisce tutti e tre questi
tipi di freno di bocca. |

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Particolare del supporto e
dell'installazione della mitragliatrice da 12,7. Quando essa non era montata, il supporto
veniva chiuso con un apposito tappo metallico. |

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Un particolare che illustra il montaggio delle
antenne radio sulla sommità della torretta.Notare la presenza di alcune maglie di scorta
del cingolo. In realtà sui carri di serie esse non vennero mai installate. |
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Era stato previsto anche il montaggio di un
proiettore da 18 pollici a luce bianca della Crouse-Hinds. Questo proiettore, analogo a
quello montato sull'M46 e sul successivo M48, poteva operare con un'alimentazione di 1.000
o 2.000 watt dipendentemente dalla potenza del generatore del carro. In realtà questo
dispositivo venne raramente installato sui carri operativi. |

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Il manuale dava chiare e dettagliate istruzioni su
come effettuare il trasporto del veicolo per via ferroviaria.Tutti i particolari, anche i
più minuti, venivano descritti in modo da non causare pericoli o danni al materiale. |
Se vuoi saperne di più sul carro M47, fai clic sull'immagine per
visionare le foto di alcuni carri conservati come monumenti.