Memorie del 10° Battaglione Carri "M.O. Bruno" - PAG. 2
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Ancora all'interno dei capannoni della caserma
"Zappalà", nell'area destinata alla manutenzione ordinaria dei carri. Qui
venivano smontati i gruppi propulsori per lavarli e provvedere al cambio dell'olio sia del
motore (59 litri) che della trasmissione (77 litri). Nella foto il power-pack dell'M60A1 estratto dal suo vano ed in attesa di lavaggio. Esso era formato dal motore Continental AVDS-1790-2A (12 cilindri a V di 90° turbocompresso in grado di esprimere una potenza massima di 750 hp a 2.400 giri/minuto) e dalla trasmissione "Cross-Drive" Allison CD-850-6, . Dopo aver provveduto alle operazioni di manutenzione ed aver lavato anche il vano motore, il propulsore veniva collegato all'impianto elettrico e carburante del carro mediante apposite prolunghe in modo da testarne il regolare funzionamento per qualche minuto. Alla fine, se tutto era andato per il verso giusto, si rimontava il motore nel suo vano ed il carro era nuovamente disponibile. La possibilità di poter avviare il motore fuori del vano motore previ pochi collegamenti, fu introdotta dall'US Army su tutti i suoi veicoli fin dai primi anni '60 al fine di rendere più agevoli le operazioni di manutenzione. Come nella foto precedente, anche qui sono presenti il cp. Giosi, il cp. Buniato, il cp. Cristofani, il cp. Morelli ed il carr. Speranzini. Sullo sfondo sono visibili di scorcio due generazioni di veicoli adibiti all'assistenza ai carri. Si intravedono infatti il frontale di un'autogru Isoli su base Iveco 260-35 ed un'officina mobile derivata dall'autocarro Lancia CP48. |
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Il nostro collaboratore posa con in braccio un
proiettile TP-T (Target Practice-Tracer) ovvero un cartoccio-proietto inerte da
esercitazione per il cannone da 105 mm. Il proiettile possiede le stesse caratteristiche
balistiche di un colpo a carica cava HEAT-T solo che non contiene esplosivo essendo
formato da un unico blocco di alluminio. Egli ricorda che alla fine di ogni esercitazione di tiro molte persone accorrevano per recuperare i proiettili sparati per poi rivenderli come rottame. Ciò causava non pochi problemi al personale addetto allo sgombero poligono che, oltre a fare il loro lavoro, dovevano anche provvedere a trattenere la gente diretta verso i terrapieni di protezione alla ricerca di un bottino maggiore. Secondo il manuale americano TM 9-2350-215-10,
l'M60A1 è in grado di utilizzare i seguenti proiettili: |
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Tre intrepidi carristi della 4^ Compagnia posano
in piedi sullo scafo del loro carro in un'immagine ripresa durante un' uscita sul greto
del torrente Celina-Meduna per un 'esercitazione. Da sinistra, il carr. Roberto Menichini,
il c.m. Roberto Cincidda ed il il c.m. Cristiano Morelli. Da notare: Menichini che indossa la scatola pettorale per il collegamento all' impianto radio ed interfonico del carro, gli zainetti tattici appesi ai corrimano della torretta del carro in secondo piano e, ancora una volta, la mancanza dei lanciafumogeni laterali. |
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La vita del carrista non è priva di fatiche: qui si vede parte degli equipaggi della compagnia che rientrano dopo l'ennesima esercitazione d'allarme consistente nello scendere a tutta velocità dalle camerate verso i parcheggi carichi come muli (zaini alpino e tattico, elmetto , maschera antigas, FAL-TA, giaccone in pelle), ritirare dai magazzini tutte le dotazioni dei carri, caricarle sugli stessi, attendere di essere passati in rassegna e quindi giungere al cessato allarme. Di questi allarmi ne avvenne mediamente uno al mese ma ce ne fu anche uno reale durante il quale i due battaglioni carri più il 27° Bersaglieri furono schierati a difesa del perimetro del contiguo aeroporto militare e della sua polveriera (quest' ultima sotto la responsabilità della 4^ Compagnia) per prevenire un presunto atto terroristico ai danni di un'installazione NATO nella Regione Militare Nord-est. |
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Un M113 della Compagnia Comando e Servizi (CCS) durante un piccolo guado in occasione di uno sgombero poligono. Si tratta in realtà di poco più dell'attraversamento del classico "stagno delle anatre" dato che la piccola costruzione sommariamente mimetizzata sullo sfondo non è nient'altro che l'appostamento per i cacciatori in attesa dei palmipedi. |
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Altri due M113 in dotazione alla CCS presso i parcheggi. Nella foto il c.m. Morelli con il completo "impermeabile" e le caratteristiche giberne di origine inglese adattate per contenere i caricatori del FAL. |
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Un' immagine del missile anticarro filoguidato TOW
sia in versione su treppiede che semovente su scafo M113. L'Esercito Italiano utilizza i seguenti sistemi lanciarazzi in funzione controcarro: - PANZERFAUST 3: costruito dalla Dynamit Nobel è uno dei sistemi controcarro individuale più moderni esistenti sul mercato. Lungo 120 cm, pesante 12 kg e con una carica cava del diametro di 110 mm, è in grado di perforare 700 mm di corazza omogenea alla distanza di 300 ml. Il sistema può impiegare sia munizionamento HE che HEAT, può essere utilizzato all'interno di edifici, non richiede manutenzione ed ha necessità di un bassissimo livello d'addestramento dell'operatore. - SISTEMA FILOGUIDATO MILAN: utilizzabile da una squadra di due uomini è prodotto dal consorzio franco-tedesco "Euromissile". Pesante 17 kg mentre il missile con il suo contenitore pesa 17 kg (versione iniziale). Il missile, lungo 77 cm, ha un diametro di 90 mm ed una testata del diametro di 105 mm. la gittata è di circa 2.000 ml. L'EI ha acquisito anche i sistemi di visione Galileo VTG-120M per l'uso notturno. Attualmente è in fase di ammodernamento tramite l'acquisizione del missile F2A a doppia carica cava in tandem, avente diametro di 115 mm - SISTEMA FILOGUIDATO TOW (Tube-lauched Optical-tracked Wire-guided): in servizio nella versione con testa migliorata (ITOW, Improved TOW). Sono in corso di acquisizione i nuovi missili TOW 2A (BGM-71E a doppia carica cava in tandem) e successivamente gli ancor più potenti TOW 2B (BGM-71F, sempre a doppia carica cava in tandem ma con profilo d'attacco dall'alto). Il complesso ITOW pesa ben 78 kg, è dotato di un missile pesante (con contenitore) 25,5 kg. Il missile ha un diametro di 152 mm con testata del diametro di 117 mm, è lungo 128 cm ed ha una gittata massima di 3.750 ml. con velocità di attacco di 296 m/sec. La capacità di perforazione è calcolata in oltre 800 mm di acciaio omogeneo. |