DEEP STRIKE
Nonostante Airland Battle potesse costituire la chiave di volta per dare alle truppe
NATO la possibilità non solo di contrastare un attacco da parte del Patto di
Varsavia ma addirittura di capovolgere le sorti del conflitto, da un punto di vista
strategico la situazione rimaneva a sfavore degli occidentali. Infatti essendo il futuro
conflitto limitato al terreno europeo, diventava assai facile per l'Unione Sovietica far
affluire enormi quantità di equipaggiamenti da zone che le forze impiegate in Airland
Battle mai avrebbero potuto colpire. Stessa cosa non si poteva dire degli Stati Uniti che
dovevano pur sempre attraversare un oceano per far giungere i loro rinforzi. Anche se nel
corso degli anni '80 si tentò con le esercitazioni REFORGER (REturn of FORces to GERmany)
di testare e migliorare la capacità di trasferimento di grandi formazioni,
prevalentemente corazzate, dagli Stati Uniti alla Germania, la soluzione doveva essere
trovata in altro modo.
La soluzione fu trovata nella pianificazione di un attacco alle forze nemiche di terzo e
quarto scaglione (il primo ed il secondo dovevano essere attaccati dalle forze spiegate
all'interno di Airland Battle). La dottrina che studiò questo aspetto prese il nome DEEP STRIKE.
Naturalmente se Airland Battle doveva essere sostanzialmente responsabilità delle truppe
terresti corazzate e dell'aviazione tattica, Strike Deep competeva sostanzialmente
all'Aeronautica.
La prima cosa che venne fatta fu creare un dettagliatissimo catalogo degli obiettivi posti
a grande profondità la cui distruzione avrebbe posto enormi difficoltà al Patto di
Varsavia. Si trattava sia di bersagli fissi (ponti, viadotti, posti comando, snodi
ferroviari, ecc.) che mobili (unità combattenti e logistiche). Anche se l'elenco non era
eccessivamente lungo, la loro distruzione comportava problemi tecnici di non poco conto.
Ad esempio, se per i bersagli fissi l'identificazione non era un problema, la cosa
cambiava drasticamente per quelli mobili imponendo l'adozione di sistemi missilistici con
capacità di autoguida terminale e discriminazione dell'obiettivo.
Di qui nacque la necessità di adottare sistemi d'arma totalmente innovativi quali i
velivoli TORNADO ed F111, i radar aerotrasportati AWACS, gli aerei radar E8 J-STAR ed i
missili AGM109 CRUISE con testata convenzionale.