Munizionamento M39 ATACMS
La necessità di elevare la gittata dell'MLRS dagli iniziali 30 ad almeno 150 km,
distanza prevista per rientrare nei limiti estremi d'azione di Airland Battle, portò
l'US. Army a studiare un nuovo missile che potesse essere lanciato dallo stesso
lanciarazzi. La risposta a questa richiesta fu il missile M39 Army TACtical Missile System
(ATACMS). L'ATACMS nasceva come ultimo sviluppo del progetto ASSAULT BREAKER che portò
inizialmente al progetto CSWS (Corp Support Weapon System) e successivamente allo
sfortunato JTACMS (Joint TACtical Missile System) che avrebbe dovuto essere prodotto sia
in versione superficie-superficie che aria-superficie e di conseguenza adottato sia
dall'Esercito che dall'Aeronautica. L'ATACMS in realtà è il componente di base di
un'intera famiglia di missili a lunga gittata con capacità di impiego ognitempo,
sviluppata nel tempo per far fronte alla nuove minacce.
Il missile è utilizzato per far fronte alle necessità delle Joint Task Force (JTF) e dei
Comandanti d'Armata al fine di distruggere bersagli di grande importanza a distanze
normalmente non raggiungibili con i normali sistemi d'artiglieria.
L'ATACMS è stato adottato anche per sostituire nelle sue funzioni l'ormai obsoleto
missile LANCE.
Date le sue dimensioni, l'MLRS può trasportare solo due missili ATACMS anziché i dodici
M26. L'MLRS è in grado di lanciare i due missili in un tempo inferiore ai 20 secondo su
due obiettivi diversi. Ciascun contenitore pesa 2.095 Kg (1.360 Kg se dotato dei missili
inerti da esercitazione), è alto 84 cm (72 cm senza la slitta per il caricamento), lungo
4,04 metri e largo 1,05 metri.
Nella configurazione di base (ATACMS Block I) il missile è lungo 3,96 metri, ha un
diametro di 60 cm, un peso di 1.660 Kg ed è costituito da quattro sezioni:
- sezione di controllo e guida,
- testata bellica,
- motore,
- sezione di controllo.

La sezione di controllo e guida (Guidance and Control Section, GCS) provvede all'autoguida del missile dopo il lancio ed al controllo delle funzioni interne del missile durante il volo. Il controllo dei parametri di volo (altitudine, posizione e velocità) sono controllati con continuità ed elaborati dal software inserito nel computer del GCS. Il GCS provvede anche alla gestione di tutte le comunicazioni da e per il missile durante le operazioni di lancio, con i sistemi di manutenzione durante l'immagazzinamento e con il sistema di controllo delle pinne che regolano il volo (Control System Electronics Unit, CSEU).
Il propulsore è costituito da un motore a razzo a propellente solido che fornisce l'energia sia per la partenza del missile che per il volo verso l'obiettivo.
La sezione di controllo ha il compito primario di governare il volo del missile agendo sulle pinne stabilizzatrici posteriori in base ai segnali ricevuti dal GCS. Ha inoltre il compito di provvedere alla produzione di energia elettrica necessaria alle funzioni del missile durante il volo.
La testata bellica ha il compito di contenere il submunizionamento e di provvedere alla sua dispersione sopra il bersaglio. Il suo contenuto varia a seconda della versione del missile.

La testata standard del missile M39 contiene 950 granate M74 con funzione APAM (Anti Personnel/Anti Materiel). Le granate possono essere sganciate sul bersaglio con un errore circolare massimo di 150 metri. La dispersione del submunizionamento è comandata da una spoletta elettronica a tempo M219A2. La spoletta, con la sua detonazione, rompe l'involucro che contiene le submunizioni causandone la dispersione. Tale dispersione è favorita dalla rotazione del missile e dalle correnti aerodinamiche cui il missile stesso è sottoposto. L'armamento di ogni singola submunizione è provocato dalla rotazione che ciascuna bomba assume a causa della sua propria forma. Le munizioni M74, al momento dello scoppio, provocano una pioggia di schegge metalliche in grado di danneggiare qualunque veicolo od equipaggiamento scarsamente protetto. Ciò, oltre ad una limitata capacità incendiaria, la rende letale contro il personale nel raggio di circa 15 metri dal punto d'esplosione. La munizione non ha invece alcuna capacità controcarro. La versione Block 1 ha una gittata minima di 25 Km ed una massima di 165 Km.
La versione successiva è stata la ATACMS Block 1A dotata di una gittata aumentata a 300 Km. Per migliorarne la precisione è inoltre stato intergrato un sistema di guida basato sul sistema GPS (Global Positioning System) anzichè sul precedente sistema inerziale che è comunque presente a bordo per sostituirsi al sistema GPS in caso di avaria.. L'aumento del raggio d'azione ha richiesta la riduzione dell'armamento da 950 a 275 bombe M74. Date le sue caratteristiche, questo missile viene lanciato unicamente dai lanciatori M270 "Deep Strike" o dagli M270A1.
Come si è detto il munizionamento standard dell'ATACMS non è in grado di attaccare con successo formazioni corazzate od obiettivi fortemente protetti. Per ovviare a questo inconveniente è stato sviluppato, sulla base del missile Block 1A, la versione ATACMS Block II. Essa costituisce un miglioramento prepianificato della versione 1A ovvero , nella dizione americana, un Pre-Planned Product Improvement (P3I). Questa versione è munita dello stesso sistema di guida basato sul GPS ed è armata con 13 submunizioni ottimizzate per l'attacco a veicoli corazzati Brilliant Antiarmor Technology (BAT).

La submunizione BAT è stata studiata nel massimo segreto utilizzando i cosiddetti fondi "neri" del Pentagono, essa è munita di due sensori: uno acustico ed un altro all'infrarosso. Questi sensori le danno la possibilità di ricercare autonomamente il bersaglio d'attaccare (capacità d'attacco "geniale") utilizzando nella prima fase dell'autoguida il sensore acustico per rilevare i rumori prodotti dal carro e nella fase terminale il sensore all'infrarosso per la guida verso le fonti di calore proprie dei veicoli corazzati. La munizione BAT ha una testata bellica di tipo tandem autoforgiante con profilo d'attacco dall'alto che la mette in grado di penetrare qualunque tipo di corazza attualmente esistente. E' prevista la produzione di un missile Block IIA con raggio d'azione aumentato a 300 Km e dotato della submunizione P3I BAT in grado d'attaccare bersagli sia potentemente che debolmente corazzati, siano essi fermi o in movimento. Questa nuova versione del misile potrà trasportare sei munizioni P3I BAT.
Ancora allo stato di progetto sono invece le versioni:
- ATACMS Block III per attacco a bersagli induriti e dotata di una testata da penetrazione
ricavata dal veicolo di rientro del missile SLBM TRIDENT C-4 dotato di esplosivo
convenzionale,
- ATACMS Block IVA con testata unitaria WDU-18B (fornita dall'US Navy e normalmente
installata sui missili HARPOON) per la penetrazione di bersagli induriti. La testata ha
peso di 180 Kg, gittata di 300 Km e si prevede verrà acquisita in 51 esemplari da
installarsi su altrettanti missili ATACMS Block 1A,
- ATACMS Block IVB armato con una nuova testata semipenetrante ed avente
gittata fino a 500 Km (limite massimo oltre il quale scatta il trattato INF) e capacità
di penetrare non meno di un metro di calcestruzzo armato prima di esplodere.