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Sergente
Carrista |
Pilota di un carro armato M/11, durante aspro
combattimento con forze corazzate avversarie cinque volte più numerose, manovrava con
intelligente spirito di iniziativa e con sovrano coraggio il suo carro spostandosi
dalluno allaltro dei settori più battuti dal nemico, cui infliggeva sensibili
perdite. Serenamente votato alla morte, avendo piena coscienza della necessità di
sostenere lurto nemico, per evitare il crollo di tutto il nostro dispositivo e
lannientamento dei reparti appiedati, opponeva alla materiale superiorità
avversaria tanto impeto e tanta decisione da frenare lo slancio dei carri inglesi che
tentavano di sfondare la nostra linea. Gravemente ferito alla testa, alla gola, ad un
braccio e ad una gamba, da un colpo di cannone che uccideva gli altri due uomini
dellequipaggio, non desisteva dal combattere, alternando il pilotaggio al fuoco, per
effettuare il quale doveva fermare il carro e spostarsi fino al cannone rimovendo i corpi
esanimi che ingombravano il limitatissimo spazio. Malgrado la perdita di sangue, che
sgorgava copioso dalle ferite, persisteva nel titanico sforzo. Colpito il carro da altre
tre cannonate che miracolosamente risparmiavano il motore ed egli stesso straziato da
nuove schegge, riusciva con supremo sforzo di volontà a portarsi nelle nostre linee e
abbandonava le leve di pilotaggio solo davanti al posto di medicazione. Credendo che gli
altri componenti dellequipaggio fossero svenuti, ma ancora vivi, esortava i medici a
non preoccuparsi di lui e a medicare i suoi compagni. Esempio di incomparabile
abnegazione, di sublime eroismo. |