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132° REGGIMENTO CARRI (per il VII Battaglione Carri M13/40) |
Poderoso strumento di guerra, fuso
in un unico blocco di macchine, energie e cuori, iniziò sul suolo marmarico la sua vita
di dedizione, di sacrificio e di vittoria recando con la più severa preparazione,
l'ardore puro dell'ideale e della giovinezza. Tappe di conquista e di gloria, lotte
titaniche di corazze contro corazze. Bir el Gobi, Sidi Rezegh, munitissimi capisaldi
smantellati e travolti, Quota 204 di Ain el Gazala, El Duda, Bir Hacheim, Dahar el Aslagh,
infaticabile pulsare di motori, ansia ardente di incalzare sempre più il nemico battuto
nelle nostre terre ed in ritirata verso est oltre i confini, da Tobruk ad El Alamein.
Affrontò sempre un avversario agguerrito e superiore per numero e potenza lottando
incessantemente in ambiente neutrale fra i più inospitali della terra; due volte si
immolò nella gloria dell'offerta estrema, due volte risorse più forte per virtù di capi
e generosità dei gregari. Nell'unità morale dei Caduti e dei vivi dimostrò saldezza e
compagine degne dello spirito eroico della razza e delle tradizioni millenarie
dell'Esercito Italiano. |