Bergeleopard - pag.5
| LA GRU PRINCIPALE | |||
| Una delle componenti rivoluzionarie del Bergeleopard fu la
gru girevole montata lateralmente al vano equipaggio che nel tempo generò un vero e
proprio standard imitato da quasi tutti i costruttori dei veicoli corazzati. Fino a
quell'epoca i carri di questo tipo erano dotati di un'enorme gru fissa ad A (non faceva
eccezione il pur moderno M88) che risultava sempre assai difficile da mettere in posizione
di lavoro e che limitava di fatto la possibilità di operare solo all'arco frontale del
carro. Inoltre per movimentare il carico si rendeva necessario spostare tutto il mezzo con
il risultato di allungare a dismisura le operazioni. Il Bergeleopard introdusse il
concetto di una gru che potesse muovere un carico pari a quello del gruppo motopropulsore
del carro su di un arco di 270° così da rendere possibile il suo spostamento dal carro
in avaria al cofano motore del carro soccorso senza dover spostare quest'ultimo. Il braccio gru è montato su di un supporto girevole, a tenuta d'acqua, nella parte anteriore destra del carro. Il sollevamento, l'abbassamento e la rotazione del complesso sono interamente a comando idraulico. In posizione di riposo il braccio viene orientato ad "ore sei" ed abbassato fino ad appoggiarsi sullo scafo, contemporaneamente la carrucola viene ruotata fino alla posizione orizzontale e lì bloccata. Il cavo del verricello ausiliare asservito alla gru è "tagliato" sei volte ovvero, sia all'estremità del braccio gru, sia alla carrucola, si trova una puleggia tripartita che rinvia il cavo tre volte. Sul fianco del braccio gru è applicato un settore di identificazione dei carichi ammessi con un indicatore a freccia, a seconda dell'inclinazione del braccio esso indica il relativo carico ammesso. Questo indicatore, di solito di colore bianco, nella versione potenziata viene affiancato da un altro di colore giallo indicante i carichi massimi ammessi quando il supporto posteriore è abbassato. Il campo di rotazione della gru è limitato a 270° da due interruttori elettrici di fine corsa. La posizione dei due cilindri idraulici è stata studiata in modo da garantire una perfetta protezione dalle schegge durante i trasferimenti ed un'elevata protezione durante l'utilizza della gru. In caso di avaria è sempre possibile effettuare il movimento della gru manualmente. La rotazione si ottiene tramite un'apposita manovella inserita in una presa posta esternamente vicino al basamento della gru previo il disinserimento d'emergenza del freno di sicurezza, l'abbassamento si ottiene invece facendo defluire l'olio idraulico dai cilindri. L'impianto di sollevamento è dotato di un dispositivo di sicurezza elettroidraulico contro i sovraccarichi. La sua efficienza e quella degli interruttori di fine corsa viene indicata al pilota da apposite spie luminose poste in prossimità del cambio di velocità |
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| L'INTERNO DEL VANO EQUIPAGGIO | |||
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| IL MOTORE MTU MB 838 CaM | ||
| Due viste del motore MTU (Motoren und Turbinen Union) modello MB 838 CaM 500 turbocompresso a 10 cilindri a V di 90°, dotato di potenza massima di 830 Cv a 2.200 giri/min. e coppia massima di 286 Kgm a 1.540 giri/min. | ||
| ALCUNE INSEGNE PARTICOLARI | |
| Uno strano esempio di targa vista su un Bergeleopard durante la Festa per la Costituzione della Specialità carrista nel 1998. | |
| Il simbolo NATO su un Bergeleopard rientrato all'inizio del 2000 dal Kossovo dove ha partecipato alla missione interalleata. | |