La Festa di tutti i Carristi
del Ten. F. Cr. (Cong) Alessandro Cipolla
Metti un giorno con 100 carri armati. Anzi, di più. E poi 40 autoblindo.
E ancora passaggi d'elicotteri, colle luci d'atterraggio accese, che ti tengono col naso
all'aria come bambini. Lontano, dietro i corazzati che avanzano, fumo bianco rosso e
verde: ecco, non è roba di tutti i giorni.
Il 5 ottobre 2002 la Brigata Centauro è stata ridotta a "nucleo di
attivazione". Per forza. Cambiano i tempi e le esigenze. La leva si fa da parte e i
professionisti si proiettano in qualsiasi parte del mondo: difesa dei diritti umani,
tutela della democrazia. Ecco perché può capitare di mettere in posizione d'attesa, ma
ben oliata e pronta, statene certi, una Brigata che tanto ha dato all'Italia.
Ma il 5 dello stesso mese si festeggia l'anniversario della specialità carrista. Così i
corazzati salutano la Centauro e si ritrovano tutti insieme, come sempre, a celebrare
"le fiamme rosse, che noi portiamo" dal 1927.
![]() |
Un momento della manifestazione sintetizza il tutto: una carro L3, testimone della II
guerra mondiale, s'incrocia a mezza strada con un carro Ariete, per riceverne una corona
d'alloro. Non abbiamo dimenticato i vostri patimenti, dicono i carristi di oggi ai
carristi di allora, di fronte a quelli di ieri.
A Bellinzago, Novara, la caserma Babini, ha aperto le porte per accogliere il saluto, la
festa, il ritrovo e l'abbraccio dei carristi colla gente. Tanta, più di quella prevista.
Ma da quando la parata del 2 giugno è stata ripristinata, ci stiamo abituando anche a
quello. Ci sono le associazioni d'arma, l'ANCI, l'UNUCI, si vede pure qualche cappello
alpino e, non ultimi, bambini per mano, famiglie.
L'organizzazione comincia dall'esterno, dove i movieri, impeccabili, facevano
parcheggiare. I vialetti, bordati di bianco, ci hanno guidato fino a un servizio di
navetta. Le tribune, addobbate, si sono riempite in un baleno.
Poi, i carri. C'erano tutti, da tutte le parti d'Italia: i Leopard 1 A2, Leopard 1 A5,
Ariete, la Cavalleria coi Centauro.

La giornata è stata splendida. Il bel tempo ha assistito l'organizzazione, perfetta.
Qualche chicca: abbiamo mangiato tutti insieme il rancio carrista alla mensa. Alzi la mano
chi, in coda dietro a un tale in policroma, non sentito un groppo in gola.
L'annullo filatelico, due cartoline, una per la Centauro e l'altra celebrativa della
festa, con francobollo e timbro postale per l'occasione. Una sciccheria per i
collezionisti.
Una grande festa, dicevamo. E alle feste ci si mette il vestito buono. Gli equipaggi carri
erano in uniforme di servizio, non in tuta da carrista. Ed è giusto così, veterani,
dell'Albania e del Kosovo hanno sfoggiato le loro medaglie, permettendo alla gente, che
finalmente li ha visti, di essere fiera di loro.
Parata, presentazione dei modelli più recenti, muro d'acciaio, passaggio d'elicotteri;
difficile trovare un neo. I più appassionati, colla scusa di quattro passi dopo mangiato,
sono arrivati alla mostra statica. L'esposizione di carri, dallo Sherman, all'M26 fino
all'Ariete, passando per M47, M60 e Leopard, posta sotto i pini della bella caserma. Carri
ammirati, a volte, nei viali delle nostre caserme. Ma anche il nostro, che siamo tornati
ad accarezzare colla mano.
No, la digestione non c'entrava. Dopo una giornata come questa, nessuno aveva più voglia
di tornare a casa.
![]() |
![]() |

In rappresentanza di "Ferrea Mole", da sinistra a destra: Cpl.cr (cong.) Andrea Macor, Ten. F. Cr. (Cong) Alessandro Cipolla, Lag. (cong.) Pierantonio Farina.