La battaglia del Mareth

16 - 23 Marzo 1943

Seconda Guerra Mondiale

La storia dei Carristi dell’Esercito Italiano è ricca di episodi e cronache ove le doti di valore, coraggio e spirito di sacrificio, da sempre loro patrimonio, hanno avuto modo di essere ancorché esaltate ed espresse ai massimi livelli.

La battaglia del Mareth si può annoverare a buon titolo in questa galleria di eventi quale fulgido esempio di generoso eroismo: svoltasi sul fronte nordafricano durante il secondo conflitto mondiale, vide il fronteggiarsi di preponderanti unità corazzate dell’armata britannica, contrapposte alle ormai esigue unità carriste del nostro esercito.

Lo scontro ebbe luogo in prossimità del villaggio tunisino e dell’omonimo fiume di Mareth: pur sottoposti all’incalzare del fuoco nemico, nonché alla durezza del sole e della sabbia del deserto, i carristi italiani sotto l’abile guida del loro comandante, il Generale Messe, riuscirono ad innalzare un invalicabile muro difensivo, contro il quale si infransero i ripetuti attacchi del nemico.

In seguito, sfidando la superiorità di mezzi e uomini dell'avversario e le condizioni avverse, gli stessi carristi, contrattaccando, riuscirono a riportare ulteriormente indietro le truppe inglesi, con notevoli perdite per le stesse.

Successivi attacchi nemici nelle settimane che seguirono, portati dal cielo come da terra, non riuscirono a scalfire la volontà di resistenza dei carristi italiani, che pagando un elevato prezzo di sangue, resistettero strenuamente anche se ormai privi di ogni sorta di rinforzo o rifornimento.

Solo il 14 maggio, la disparità di forze in campo e pressanti disposizioni dagli alti comandi, costrinsero il Generale Messe a sottoscrivere la resa e a consegnarsi, insieme ai propri uomini ancora indomiti, al nemico, vinti sul campo ma mai nell’onore.

La memoria di tutti noi non può che andare a tutti coloro che seppero in tale occasione immolarsi per adempiere al proprio dovere, animati da uno spirito ed una volontà che li portò finanche al sacrificio estremo, auspicando di essere sempre pronti ad emularne le gesta e degni di tramandarne l’imperituro ricordo.

_indietro.gif (6973 byte)