Relazione peritale di un'infezione dilagata all'interno della compagnia

Fin dall’inizio del corso, all’interno della compagnia, si venne a conoscenza della presenza di un’etentità (non identificata), che stava contagiando molti AUC.

In un primo tempo non si riuscì a capire bene se questa essenza fosse stata ereditata dal corso che aveva precedentemente occupato i locali della IIa Cp. "Mareth" o se fosse stata introdotta da qualche membro del 158° Corso.

Dopo accurate ricerche eseguite da me personalmente, con la collaborazione di altri colleghi e con l'ausilio di sofisticate apparecchiature, riuscimmo ad individuare il substrato di sviluppo: la IIIa cameretta, all’interno della quale la presenza di quest’entità raggiungeva indici altissimi, ma la più elevata concentrazione fu riscontrata nel 2° letto a sinistra.

Da allora cominciammo ad eseguire analisi di laboratorio più appropriate dalle quali ottenemmo notevoli risultati.

Si! Si trattava proprio di lui, il batterio proveniente dalle zone limitrofe al Vesuvio, che stava colpendo migliaia di giovani della nuova generazione, il "BAMUNDOCOCCO".

Le caratteristiche della specie d’appartenenza, tutt’oggi sono da scoprire, ma con impegno e volontà il quadro sintomatologico da esso provocato, è stato evidenziato.

Il parassita in questione apparentemente sembrava innocuo, ma in realtà era dotato di una grande capacità di mimetizzazione che raramente però riuscì a salvarlo dalla disinfestazione.

Inizialmente la situazione sembrava essere poco grave, invece nel giro di pochi giorni, i sintomi causati da questo microrganismo cominciarono a manifestarsi quasi in tutta la compagnia, anche se la zona-origine rimaneva il punto di massimo inoculo (IIIa cameretta, 2° letto a sx ). Particolare di questo batterio era quello di reagire sulle capacità psicomotorie dell’individuo infetto, in precisi periodi del giorno e della settimana.

Gli individui affetti da BAMUNDITE (malattia provocata dal Bamundococco), fin dalle prime ore del mattino presentavano un grande interesse per la religione cattolica e si impegnavano ad osservarla ispirandosi alla dottrina di Don Bosco (vale a dire imboscandosi).

Durante la giornata prestavano particolare attenzioni a spaccio, pause studio e a qualsiasi altra attività di tipo rilassante, mentre il periodo delle lezioni lo dedicavano spesso e volentieri ad uno studio particolare rivolto alle licenze.

Le persone afflitte da questa sindrome si dimostrarono allergiche all’albo di compagnia e così ogni volta che riscontravano il proprio nome sul foglio dei servizi (particolarmente quando essi erano di tipo "armato"), venivano colpiti da un insopportabile mal di denti o di testa, con relativi effetti collaterali, quali nausea, vomito, diarrea, febbre, tosse e chi più ne ha più ne metta, che non gli permettevano lo svolgimento del compito attribuitogli.

Altro sintomo causato da questa malattia era la stanchezza, di tipo persistente, la quale si manifestava in modo più evidente in particolari periodi come quello dello studio obbligatorio causando un’acuta sonnolenza; prima del contrappello, sotto forma di una grave atrofizzazione degli arti superiori ed inferiori, che incapacitava i BAMUNDOPATICI allo svolgimento delle pulizie.

Terapia consigliata ai corsi successivi o a coloro che potrebbero avere a che fare con questo genere di persone, è quella di essere intolleranti nei loro confronti e fargli assumere quel senso di responsabilità di cui presumibilmente sono carenti.

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