DEL PERCHÉ' LE CUFFIE RADIO RESTANO NEI RICORDI DEI CARRISTI
|
I plotoni carri hanno nominativi quali Lampo, Tuono, Fulmine ecc. ed i
carri s'individuano con numero progressivo. Sono sempre evitati termini come ad esempio
"comandante", "signorsì" "Leopard".
Alla Scuola Truppe Corazzate di Caserta facevamo prove di individuazione delle
trasmissioni nemiche. Da un carro all'altro cercavamo di scoprire la frequenza di
trasmissione dell'avversario e di ascoltarne le comunicazioni. Ci diceva il Comandante di
Battaglione che non è infrequente l'invio di messaggi beffardi da uno Stato Maggiore
all'altro con indicazione precisa del tale ufficiale che col tale reparto in un giorno
definito avrebbe svolto un'esercitazione lungo il confine. Cazziatoni per radio per
evitare situazioni simili ne arrivano come piovesse. Altro "classico" è la
continua esortazione (ordine) a non intasare le frequenze della "maglia radio",
cioè il gruppo di elementi, contrassegnati da un unico nome, che trasmettono su una loro
frequenza.
Sembrerà strano ma spesso le comunicazioni si fanno sottovoce (prima dell'inizio
dell'esercitazione!).
Altro classico è il periodico, brevissimo (roba di un secondo), fruscio in cuffia, che si
fa per sincerarsi che i "complessivi", cioè cuffia più microfono siano sempre
funzionanti e che il silenzio derivi effettivamente dall'attesa di ordini. Io, nel
silenzio della maglia, premevo il pulsante di comunicazione legato sul torace, soffiavo
nel microfono e ascoltavo il ritorno in cuffia. Per la mia esperienza (che spero
inconsueta), questi apparati ci piantavano in asso al primo accenno di umidità. Al colmo
dell'esasperazione ero arrivato a portarmi sul carro una cuffia con microfono di ricambio
ed il "telefono" della RV3 nel caso si guastasse pure quello. Bastavano poche
gocce d'acqua e il microfono della cuffia ci piantava in asso.
Il carro del comandante di plotone è dotato di RV4 che consente di collegarsi con le
altre maglie radio. Gli altri carri hanno una più semplice RV3.
Questo fino a pochi anni fa su i Leopard.
Bricchetto
Trovare al parco radio scatole pettorali, cuffie, microfoni e cavi
funzionanti per il "mio" carro (d'altronde ero il radiofonista) è sempre stato
uno sforzo al limite del miracolo che i miei commilitoni e il comandante non hanno mai
riconosciuto abbastanza.
Giacomo
Cari fratelli corazzati,
il vecchio "complessivo" è stato l'incubo di noi carristi per un anno; riuscire
ad assemblarne uno che funzionasse era veramente un'impresa titanica, spesso dopo essere
riusciti a farlo lo si lasciava di "stecca" a qualcuno dei rimpiazzi più
giovani.
Un altro problema del complessivo erano le cuffie di gomma durissima, che ti tagliavano le
orecchie sotto il caschetto. L'unico trucco era di "imbottirle" con le spugnette
gialle tolte ai contenitori dei fumogeni, che però attutivano troppo il suono. Per
evitare ciò io vi avevo fatto un foro al centro con il coltellino svizzero (l'utensile
più utile che avessi sul carro). Manco a dirlo, anche le spugnette erano una
"stecca" molto ambita dai giovani... (viva l'igiene, spero le abbiano
lavate...).
Per non parlare poi del punto di aggancio sul carro, che per il cannoniere era nascosto
dietro la base del periscopio TRP-1A del capocarro, per agganciarmi ogni volta ci lasciavo
le nocche delle dita.
La tecnica del "soffio" in cuffia era normale; una volta che facevo il capocarro
il pulsante di trasmissione radio mi è rimasto bloccato e così ho intasato per mezzora
la maglia radio con la mia "Radio Piemonte International" (ho un lievissimo
accento subalpino...), mentre mezzo battaglione si sbellicava dalle risate sentendomi dare
istruzioni al pilota per nascondersi nella baraggia. Fossi stato un STen avrei dovuto
pagare un bel po' di bottiglie al circolo...
Dario
|
Mi ero dimenticato delle imbottiture! E' vero, anch'io imbottivo le
cuffie, perché davano parecchio fastidio.
E perché la cuffia che passa "fuori" del caschetto ma i "gusci" per
le orecchie dentro? Con l'elastico dietro? Il non senso fatto tecnologia. Voi siete
riusciti a capire a che servivano quelle due "antennine" di cartone pressato ai
lati del casco?
La prima volta che ho "portato" il plotone in bianco feci lo splendido; appena
partito tolsi il casco e misi la cuffia sul basco, alla maniera dei miei istruttori al
corso AUC. Poi arrivò una comunicazione:
- Tuono21, qui Tuono, vedi che c'è uno che s'è tolto il casco, passo.
-Tuono, qui Tuono 21 sono io, passo;
-PROVVEDI....
Avevamo cominciato a conoscerci...
Bricchetto
|