IL CANNONIERE
"A colpo sicuro"
Pochi immaginano com'è difficile il ruolo del cannoniere. Stai infilato
là sotto nella torretta, la schiena all'altezza delle gambe del capocarro dietro di te,
brandeggi la bocca da fuoco, e quindi la torretta, indipendentemente dal movimento del
carro e non hai una percezione certa di quello che succede fuori.
Ma ancora meno conoscono il problema delle capocciate. Che esiste. Il cannoniere ha la
fronte appoggiata sul suo strumento di puntamento, le mani strette attorno a una piccola
cloche con cui brandeggia, alza il cannone e sente coi polpastrelli il leggerissimo
pulsante di sparo. Non può sapere se il carro sta per scendere in un avvallamento o in
quale istante preciso il pilota inchioderà! Durante le numerose prove di
un'esercitazione, in cui ci era stato ordinato di andare "a tutta", furono due i
cannonieri che s'infortunarono non per la testata contro il congegno TZF-1A ma per il
colpo di frusta!
Dissi così al mio cannoniere che lo avrei avvertito con un colpetto dell'anfibio ogni
volta che poteva esserci pericolo di sbattere la testa. Andavamo da una mezz'ora quando
quello si volta e mi fa:
- Tenente, guardi preferisco sbattere, perché mi sta massacrando la schiena!
Capito?
In un'altra giornata delle numerose prove a Capo Teulada, accingendomi a tornare al
parcheggio, mi misi in piedi sul mio predellino a azionai la mia leva per mettere la bocca
da fuoco a ore 6. Bloccata sulla "rizza d'ancoraggio" il carro è pronto per il
tragitto di trasferimento. Il cannoniere, sotto di me, era evidentemente a bordo. Impugnai
colla destra la leva e l'inclinai leggermente verso destra. La torretta cominciò a
muoversi e dopo mezzo giro sentii: CLACK! e quella continuò a girare da sola compiendo un
altro giro completo senza controllo. Non ebbi tempo per chiedermi che cacchio stesse
accadendo quando vidi il cannoniere sotto di me a braccia alzate che annaspava, col busto
completamente voltato rispetto al suo sediolo e urlava:
- Uscire! Voglio uscire, mi faccia uscire!- Aveva la mimetica, per quello che riuscivo a
vedere, arrossata di liquido.
Ora, dobbiamo ricordare che la torretta è un cilindro, con tanto di pavimento, inserito
nel carro, divisa in due dal cannone e dove sono il servente, a sinistra, il capocarro e
il cannoniere a destra. Il primo più in alto, il secondo "sul fondo" della
torretta. Dal fondo al cielo della torretta ci sono due metri e dieci. I lati della
torretta non sono lateralmente chiusi, o almeno non completamente e quando questa gira si
vedono scorrere le pareti interne dello scafo. Va da sé che se, poniamo, il cannoniere si
facesse sorprendere con una mano fuori della torretta a toccare le pareti, questa,
brandeggiando, la mozzerebbe di netto.
A questo pensavo inebetito mentre il cannoniere dalla mimetica bagnata annaspava urlava e
si tirava su.
Puntai le braccia, tirai su le gambe, mi appoggiai col sedere fuori della botola e feci
passare l'ossesso. Braccia, gambe, mani, grazie a Dio c'era tutto. Ma allora?!
Per chi ha seguito lezioni da carrista, ricordate come si chiama l'olio del sistema
idraulico che fa girare la torretta? "OHC rosa". Ecco, esso è effettivamente
rosa e sulla mimetica può dare l'impressione del sangue. C'è una valvola, nel sistema
elettroidraulico, che periodicamente va spurgata. I carri non erano i nostri, ma del
poligono. Quel tipo di manutenzione non era stata segnalata "sul libretto" o, in
ogni caso, non era stata effettuata. C'era stata una rottura del sistema, la torretta
aveva girato per inerzia fino a rimanere immobile, il liquido era uscito. Ma al cannoniere
aveva dato l'impressione della benzina... Capito?
Saluti carristi
Bricchetto
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Ricordo che alcuni tubi dell'impianto idraulico di brandeggio passavano proprio dietro la schiena del cannoniere, sotto la base del TRP-1A (il periscopio girevole del capocarro), peccato che il più delle volte servissero come appiglio per i piedi per salire e scendere dal "pozzo" in cui stava il cannoniere.
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Risultato era che poco alla volta i "tubicini" si spaccavano e cominciavano a
gocciolare olio proprio sul seggiolino del cannoniere, che si riconosceva tra gli
equipaggi per la perenne chiazza nera sul fondoschiena, come se fosse un incontinente
cronico...
Una volta che ero capocarro, brandeggiando la torretta qualche pezzo sporgente ha
tranciato i tubi dell'impianto idraulico, che mi hanno letteralmente inondato di olio
dalla vita in giù: a distanza di nove anni quei pantaloni della mimetica hanno ancora un
che di unto, a toccarli... Meno male che non è partita qualche scintilla (erano stati
tranciati anche i cavi dell'impianto elettrico), perché mi sa che quell'olio sia
infiammabile, e sarei diventato una torcia umana.
Il peggio mi è successo in un'altra occasione: sempre brandeggiando, il servente è
caduto dal predellino su cui stava, probabilmente perché fissato male, ed è finito con
un piede tra la parte mobile del cesto della torretta e la parte fissa dello scafo. Meno
male che ho sentito il suo urlo ed ho bloccato subito la torretta, perchè ancora mezzo
secondo e gli avrei tranciato un piede. Grazie al cielo se l'è cavata con un osso
incrinato ed ha passato il resto della naja (mancavano circa quattro mesi) in
convalescenza, ma era un amico e l'episodio me lo sogno ancora adesso negli incubi: certe
sciocchezze ti restano sulla coscienza per tutta la vita.
Il tutto dimostra che sui carri non si scherza e che la sicurezza non è mai abbastanza,
soprattutto quando si hanno vent'anni e magari si ha voglia di scherzare o di fare
bravate.
Dario
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