2^ CAMERETTA

"L'INTOCCABILE"

ALESSANDRO "ER MARTIRE"

FAUSTO GOMEZ

ALBERTO "HESH"

ALBERTO "DRAGA"

 

Costituita da quattro "originali" elementi, che se presi singolarmente sembravano persone normali, ma riunite costituivano un meccanismo decisamente 'perverso . Si rivelava come una miscela di precisione e tranquillità all'interno e massicità e incazzamento all'esterno: caratteristiche degne di una "intoccabile". I suoi componenti provenivano da regioni diverse: il Piemonte, il Lazio, la Campania e la Calabria, un mix di etnie, che hanno dato luogo a momenti indimenticabili che rimarranno vivi nei nostri cuori per sempre. Tutti ricorderanno la fissazione per lo studio di Drago, la mania per Renato Zero di Alessandro (l'uomo "sterietto"), la passione per l'Harley Davidson di Alberto e l'esasperazione per l'ordine di Fausto. Indimenticabili i confronti serali con la prima cameretta durante il contrappello, nei quali i rispettivi allievi portavano lo scontro su un piano etico e morale, a burle e gestacci, allietando tutta la compagnia. Tutto questo ha contraddistinto l'intoccabile e, chi verrà dopo di noi, avrà lo spirito della seconda del 172° che veglierà su di loro.

ALESSANDRO "ER MARTIRE"

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Dannazione: il simulatore.

Attività preferita: lo libera uscita.

Pensiero fisso: ritornare a Roma.

Il corso AUC è: una esperienza da provare per non commettere errori futuri

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Romano de Roma, nonostante i suoi 21 anni ha dimostrato subito di essere più maturo della sua reale età. Inserito nella seconda cameretta ha disperatamente cercato di svincolarsene riuscendo nel suo intento solo alla fine del corso quando ormai le sue narici, irrimediabilmente impregnate, avevano perso il senso dell'olfatto. Grazie alle sue innate doti intellettive è riuscito a passare indenne ai vari accertamenti nonostante le sue proverbiali dormite in aula durante le lezioni. Sempre ordinato e preciso, solo una volta perse il controllo delle proprie facoltà quando ritornando dalla cena di cameretta salutò al basco tutti quelli che incontrava per poi concludere il tutto sboccando dentro l'armadietto. Da quel momento gli unici liquidi che riusciva a ingerire furono l'acqua e la Coca Cola. Ma i problemi di stomaco si fecero notevoli quando, giunti al campo, fu alle prese con il temutissimo simulatore dal quale scendeva sempre più bianco in viso e con le gambe tremanti. La sua compagna di corso non è stata una bellezza leccese ammaliata dal suo sguardo languido ed affascinante, ma bensì la sua mitica e performante Dyane che lucidava con scrupolosità quasi maniacale. Tutti ricordano le sue lunghe disquisizioni sulle caratteristiche eccezionali della sua "vecchia fedele" che paragonava alle vetture più moderne e sportive anche se in realtà il possente Leopard risultava essere più veloce e soprattutto più maneggevole. Tutti i componenti della cameretta lo vogliono ricordare nei momenti in cui prendeva sonno nelle roventi notti leccesi, in compagnia del suo grande amico, consigliere e maestro di vita Renato Zero che lo portava, cullandolo, verso le braccia di Morfeo.

 

FAUSTO GOMEZ

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Dannazione: la drop armata.

Pensiero fisso: uscire.

Il corso AUC è: il carcerato in libertà vigilato.

Missilata: il 20 giorno, si presenta, come CC, durante il contrappello al sig. Ten *** in pigiama e col basco suscitando in quest'ultimo stupore a punto tale da farli dire "cos'è questa la nuova divisa dell'Esercito?". Giunto a Lecce il 16 giugno 1998, iniziava la sua avventura come allievo alla Nacci. Proveniente da località di mare campane, si ambientò presto al clima eccessivamente caldo che trovò. Pur se dopo molte sudate riuscì a capire che la vita militare operativa, non era tanto fatta per lui, vedi la CAGSM, sopperì a questo, con spirito di iniziativa, che si manifestò fuori dall'orario addestrativo. organizzando col compagno di cameretta Alberto, uscite per "acchiappanza", termine sbrigativo per indicare la conoscenza di ragazze. Famoso per la sua capacità di sapere tutto dei fatti ricordanti la vita di Compagnia, prima dei suoi colleghi, diventò la persona a cui chiedere: "chi c'è di servizio al Battaglione?". Quando non metteva in atto le sue strategie di conquista, prediligeva la vita tranquilla in qualche località della zona, dove potesse serenamente sedere a tavola ed ""abbuffarsi" di tutto ciò che desiderava, per sopperire alle carenze della mensa. La vita da civile gli mancava poco, perché, anche da militare. coglieva gli attimi salienti della giornata per rilassarsi a godere delle piccole cose, come ad esempio le dormite pomeridiane nelle camerette vuote mai disturbate dalla presenza in compagnia dei Sig. tenenti o dei controlli a sorpresa soventemente effettuati. Detentore dei record dei servizi di courve esterna, riuscì a godere quasi sempre della libera uscita, a contrario di molti suoi colleghi invidia ed un sorriso, come a dire : "anche oggi ce l'hai fatta." L'ordine e la cuhatura dell'armadio e del letto erano sempre il suo forte, molto di meno la drop armata, ma l'apice veniva raggiunto nella tenuta e pulizia della sua auto, brillante anche dopo una pioggerellina autunnale. Ciò che più di tutto gli dava gioia era il conto dei giorni che mancavano alla fine del corso, li pronunciava man mano che si procedeva di mese in mese, con un senso di piacere ed un'aria sempre più soddisfatta, tant'è che quando qualche collega voleva fare la stessa operazione, era pronto a riprenderlo se sbagliava il conto alla rovescia.

ALBERTO "HESH"

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Dannazione: la smossi di regolamenti.

Attività preferita: imboscarsi.

Il corso AUC è: sentirsi dire "stai punito".

Missilata: si addormentava durante una lezione di trasmissioni, dopo aver posto uno domanda.

Giunto un giorno prima nella calda città di Lecce, dopo un'estenuante viaggio di 14 ore che lo portava dai piedi delle Alpi occidentali all'estrema punta del "tacco", si rendeva subito conto di essere arrivato in una località accogliente e popolata da belle ragazze. Subito riuscì ad ambientarsi stringendo forte amicizia con i colleghi; soprattutto con quelli di cameretta era solito scherzare e scambiarsi battute, per spezzare il comportamento serio che si doveva tenere durante tutta la giornata. Fu l'unico allievo del 172°, unitamente all'allievo Arnaldo a non rivedere la sua amata regione per tutti i 5 mesi di corso, in quanto affascinato dalla bellezza delle coste pugliesi, decidendo di trascorrere proprio lì i pochi giorni di licenza di ferragosto con i suoi genitori. Fresco di studi, non ebbe problemi nell'apprendimento della parte teorica che il corso AUC prevedeva, anche se solo nelle materie tecniche riusciva molto bene; l'unico incubo la simossi di regolamenti. Il sua particolare accento piemontese e le sue frasi pronunciate in dialetto vercellese indussero i colleghi Matteo e Filippo ad imitarlo, in quanto affascinati della somiglianza delle sue espressioni simili alla lingua francese; al contrario, con sommo rammarico, l'allievo Messina ottenne scarsi risultati nel cercare di imparare il dialetto siciliano. Dedito alla cura dell'uniforme, insegnava ai colleghi di cameretta, Alberto ed Alessandro come cucire i bottoni. Sebbene noto per la sua abilità nell'imboscare le magliette che puntualmente ogni giorno lavava, riusciva ugualmente ad essere punito dal S. Ten *** che lo riprendeva durante un contrappello. Dotato di particolare tenacia, anche di fronte ai cazziatoni e le punizioni ricevute, soprattutto quelle ricevute dal suo c.te di plotone S. Ten ***, non si scoraggiava, anzi sembrava temprarsi maggiormente, acquisendo sempre più un comportamento "massiccio ed incazzato" tanto che il capocorso era solito chiamarlo il cattivo.

ALBERTO "DRAGA"

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Dannazione: uscire in drop.

Pensiero fisso: uscire in civile.

Il corso AUC è: un girone dantesco.

Missilata: durante l'addestramento formale si rivolgeva al S. Ten. *** con un perentorio: "comandi Signor Teniente".

Proveniente dalla punta dello stivale, 1'AUC Alberto "Draga" metteva piede in quel di Lecce dopo un viaggio in treno lungo nove ore, senza aver chiuso occhio e ancora in mente la splendida via Marina, la vita notturna e l'incantevole Scilla. Nei primi periodi di permanenza alla Nacci, comprese subito quanto fosse traumatico il risveglio dai suoi gradevoli sogni notturni, ambientati nella ormai lontana vita civile. Profondamente legato ai bellissimi posti che fu costretto ad abbandonare proprio all'inizio della stagione estiva, spesso e volentieri, in attesa del contrappello e dopo lo si sentiva dire: "ragazzi, chissà a quest'ora a Scilla..." cosi come la vista della luna piena affollava la sua mente di ricordi delle notti d'estate trascorse in allegria. Elemento caratterizzante della seconda cameretta per la sua dedizione allo studio, non tardò a suscitare in tutti i suoi colleghi incredulità e stupore, in particolar modo quando lo si vedeva "immerso" nella smossi di armi e tiro, un giorno addirittura sotto il tendone, luogo deputato al relax per eccellenza, o quando, di sera, lungo l'affollatissima via Trinchese fermò un allievo anziano per avere delucidazioni sul funzionamento del MG. Famoso per la sua capacità di mangiare in quantità superiore alla media dei suoi colleghi (soprattutto a colazione), si concedeva spesso con il compagno di cameretta Fausto ad "abbuffate" in luoghi solitari fuori dalla portata dai superiori proprio per non destare scalpore. La scoperta di negozi di abbigliamento giovanile fu tra le note più positive della sua permanenza a Lecce. Ma si dice anche ad Otranto, ("oh, io qui ci terrei a vivere... era una sua frase tipica), abbia conosciuto la ragazza più bella mai incontrata in cinque mesi di permanenza nel Salento, con la quale spesso tormentava i suoi sfortunati compagni di cameretta.

 

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