4^ CAMERETTA

"LA REALE"

NICOLA

GIAMPAOLO

ANDREA "PATTON"

VINCENZO "CARABINIERE"

 

Nata all'insegna della fusione tra l'antica saggezza romana e il raffinato gusto classico per l'estetica proprio della "penisola calabra", questa miscela di culture si è sempre distinta per un innato senso del dovere, primeggiando nello studio, quanto, incredibile dictu, per il più assoluto e spartano formalismo. D'altra parte però, ahinoi, la si fregiò anche, caso strano e indecente di un destino beffardo, del titolo eroico quale cameretta più punita su di noi resteranno visibili i segni indelebili ditali martiri e sofferenze immeritate). Pur nel pieno rispetto della più nobile tradizione che fin dall'albore della civiltà ha voluto la Reale tempio, teatro e palcoscenico di un amore struggente e spassionato nei confronti delle pulizie, della cubatura, del "lustraggio" degli anfibi, i quattro componenti hanno preferito in questi cinque mesi dedicarsi anima e corpo ad altre occupazioni, meno confacenti alla casta e marziale vita militare delle precedenti: pause studio, merende di gruppo, sonnellini prima durante e dopo i pasti. Centro nevralgico e pulsante della compagnia, la stata il perfetto scenario di contrappello tra i più esilaranti, del più serio studio obbligatorio, delle più sfrenate dormite, delle migliori performance in fase di accertamenti. A testimonianze del fatto che genio e sregolatezza possono dunque convivere. Eccezionale coesione e grande amalgama nel ricordo di un meccanismo "quasi" perfetto nel quale ognuno di noi, ingranaggi di questo, ha dato il meglio di sé per la conquista per la desiderata Stella. Non potremo mai dimenticare le nostre ansie, le tensioni, le punizioni, ma più di tutto i nostri sorrisi.
Buona fortuna per la vita, avanti march

NICOLA

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Nome di battaglia: Soldato Jane

Dannazione: uscire in drap invernale, essere piantone lavabi quando il S. Ten. *** è di servizio al battaglione

Il corso AUC è: un' esperienza da provare nella vita, anche se te ne accorgi quando è finita.

Missilata: durante una lezione pratica di armi e tiro sul ML alla domanda del S.Ten. *** di dover inserire la sicurezza ordinaria, prendeva con padronanza e spavalderia I' arma e schiacciava il grilletto facendo fuoco a vuota, sotto la sguardo esterefatto della stesso S.Ten che non voleva credere ai suoi occhi.

Calabrese tranquillo e calmo sul nascere veniva fuori alta distanza dimostrando doti che lo resero unico ed irripetibile agli occhi di tutti noi. Eccezionale nel riuscire a combinare sapientemente uno stile di vita confusionario con uno spiccato senso di perfezione ostentato ripetutamente nella faticosa e famigerata arte della cubatura. Immancabile casinaro dava il meglio di sé ai contrappelli affrontati sempre con grande leggerezza nonché con scarsissimo impegno dimostrato nelle pulizie ed è proprio in tale circostanza che dava prova della propria abilità spiccatamente militare nell'esecuzione del passo del leopardo in corridoio e nella pantomima del perfetto "uomo NBC" in cameretta. La sua duplice conflittuale natura tale da renderlo meticoloso e concreto da un lato ma "sbragato" e scalpitante dall'altro, trovava la sua massima espressione nel suo ruolo di "vice-aggiunto-secondo-aiuto furiere" nel quale si adoperava nella compilazione di centinaia e centinaia e centinaia di rapportini e registri che sistematicamente lasciava in compagnia ricordandosene all'alzabandiera (fra le cazziate del Capitano). Inseparabile dal collega e conterraneo Eugenio (con il quale formava la celeberrima coppia detta Calabrian boys) riusciva a rientrare in caserma dalla libera. uscita solo quando, al fatidico segnale della ritirata, mancava una manciata di secondi. Si presentava perciò in compagnia appena in tempo per cambiarsi tralasitando, ovviamente, le pulizie del suo posto branda. Tutto ciò suscitava 1' ira di tutta "La Reale" soprattutto del collega Andrea "Patton".

GIAMPAOLO

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Nome di battaglia: il Padrino

Pensiero fisso: Andare al reparto

Il corso AUC è: Meglio non farlo

Missilata: Comandante del picchetto d'onore al Vescovo, dava il "tracoll-arm" al posto del "presentat-arm",al passaggio del Generale.

Nato nella capitale, concittadino del più famoso Tonino Carino da Ascoli, fisico slanciato e caratterizzato da una vaga magrezza, si presento nella "Reale" con un'aria cattiva e canzonatoria. Tali caratteristiche da duro furono perse smentite già nei primi giorni di corso, dimostrando una disponibilità e una personalità che lo resero, dal punto di vista umano, certamente più apprezzabile che per le sue caratteristiche fisiche. La sua sventura nel Corso AUC è iniziata già dal secondo giorno, non tanto per la nomina di furiere, ma quanto per avere come collaboratore il collega Nicola. (vedi sua scheda personale). La sua persona fu messa a dura prova ancora di più dalla mole di lavoro che il suo incarico comportava: rapportini, registri, piani di lezione, tabelle dei servizi settimanali e mensili, che lo tenevano occupato per ore ed ore in fureria. Il destino voleva inoltre che appena uscito per riposarsi dall'augusta stanza dove compiva stoico il suo dovere, nel corridoi echeggiava il perentorio ordine del S.Ten. *** di ripresentarsi di nuovo in fureria a compilare altri moduli e altre tabelle. Scrupoloso ed attento alle lezioni, riusciva a ridurre lo studio obbligatorio a due ore di totale tranquillità nelle quali imparava i particolari meno importanti e le minuzie più insignificanti. Carico del suo sapere si divertiva a stuzzicare il colleghi di cameretta con domande assurde e dalle risposte impensabili. Riusciva così a seminare il panico negli allievi Vincenco ed Andrea che trovavano così uno stimolo in più per approfondire lo studio e nello stesso tempo a incitare Nicola a continuare a riposarsi e a preparare le sue sinossi portatili e personalizzate. Grazie alla sua perfetta formalità e al suo timbro di voce massiccio, raggiungeva l'apice del suo splendore e notorietà quando fu nominato comandante del picchetto d'onore ai Vescovo per la Festa di Sant'Oronzo che eseguì "quasi" perfettamente. (vedere missilata)

ANDREA "PATTON"

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Nome di battaglia: Nano malefico

Pensiero fisso: Prendere la stelletta

Il corso AUC è: Molto bello (prima di partire) una botta incredibile (una volta partiti)

Missilata: Si rivolgeva al S. Ten. *** non riconoscendolo dicendo "Aho, che voi?"

Giunto a Lecce prima il naso di lui fece gridare a più di una persona : "Lo squalo, lo squalo !" Spiegato che si trattava di una parentela lontana con un tucano immigrato, fu accolto con benevolenza, ma molti ancora evitano di avvicinarsi a lui durante i pasti. Dopo i primi giorni si rivelò la vera radice zoologica dell'A.U.C. Andrea, in quanto trattasi in realtà di un ghiro nano, capace di passare dalla veglia al sonno in meno di 0,3 secondi. Noto russatore, impiegò la motosega notturna per tagliare l'anima degli sfortunati colleghi di cameretta, riconoscibili dalle evidenti occhiaie. Dubbi invece coprivano le occhiaie del Nostro, il quale rispondeva di essere stanco per le lunghissime telefonate notturne. Ebbene si, affermato capocorso di seconda fase, il generale Patton non conosceva soste (tranne quando dormiva), guadagnandosi stima e rispetto da chiunque. Fornito di moderni mezzi telefonici, consumava ore ed ore in carezze a distanza con la sua ragazza. Inspiegabilmente allergico al "cervo brasiliano", dava il meglio di sé nella postazione del cannoniere, da cui ne usciva allietato e solo un po' più bianco. Ammirrevole per la sua massiccità di stomaco, si distingueva nel cavalcare il simulatore insieme al collega Alessandro.

VINCENZO "CARABINIERE"

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Nome di battaglia: il rompipalle

Dannazione: La cubatura

Attività preferita: Dare ordini

Missilata: Nel portare il plotone davanti al Comando, si trovò di fronte il Col ***, ingnorandolo diede un "frontsinistr" riuscendo a dare le spalle del plotone al colonnello. Tutto ciò avvenne anche sotto gli occhi stupefatti di un ufficiale osservatore francese. Giunse a Lecce un lontano 16 Giugno dalla splendida Roma, nella quale svolgeva una già avviata e redditizia attività: avvocato presso uno dei più rinomati studi legali romani, si distinse ben presto come uno dei più portati ad affrontare le innumerevoli difficoltà che via via si andavano ad incontrando durante il corso, prima fra tutte gli accertamenti. La sua sicurezza, la sua caparbietà, la sua spiccata proprietà di linguaggio, lo portarono a raggiungere la vetta più alta del Corso AUC. Divenne presto chiaro a tutti che poteva essere il famigerato capo corso. Vincenzo per tutti i componenti della Reale è stato modello di esempio nell'affrontare questa nuova esperienza. Ad un mese dalla fine del corso ci ha lasciato per entrare nell'arma dei Carabinieri, ma la Reale gli augura ugualmente un brillante futuro ed una fiamma folgorante.

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